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Consumo di suolo: l’Italia perde ancora terreno

Nel nostro Paese, considerato – a volte troppo patriotticamente – il più bello del mondo, si continua purtroppo a consumare suolo. La legislazione in materia è in mano alle Regioni, e manca ancora una seria normativa nazionale che ponga un freno allo sfruttamento.

Per conoscere lo status quo, ISPRA ha presentato a Milano il rapporto sul consumo di suolo in Italia 2015, integrando nuove informazioni, aggiornando le precedenti stime sulla base di dati a maggiore risoluzione, e completando il quadro nazionale con specifici indicatori per regioni, province e comuni.

I due volumi riportano gli atti della sessione poster del convegno organizzato da ISPRA e dal Forum Salviamo il Paesaggio, con il supporto di Slow Food Italia, intitolato significativamente  “Recuperiamo terreno. Politiche, azioni e misure per un uso sostenibile del suolo”: non una semplice fotografia, dunque, ma una serie di suggerimenti per porre un freno a questo vero e proprio dramma per l’Italia.

consumo-suolo-italiaQualche dato: quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Km2 – l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente; spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi; il cemento è davvero andato oltre, invadendo persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide).

Comunicato stampa

Il consumo di suolo in Italia

 


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