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Cambiamento climatico: il danno e la beffa

Il riscaldamento globale è probabilmente il più grande problema, e la più grande sfida, dei nostri tempi: tutti gli esseri umani subiranno gli effetti del cambiamento delle temperature globali, anche attraverso le conseguenza che ne verranno all’agricoltura mondiale.

Poiché, però, i confini sono solo una convenzione politica, i danni causati dalle nazioni più ricche avranno ripercussioni anche su quelle più povere. Anzi, secondo ND-GAIN Index, l’indice globale di adattamento compilato dall’università di Notre Dame, i Paesi più a rischio sono proprio quelli con la qualità della vita più bassa. La mappa che ne viene fuori è eloquente.

Ecco, infatti, i dieci Paesi dove il cambiamento climatico rischia di avere i suoi effetti più devastanti: Ciad, seguito da Eritrea, Burundi, Repubblica democratica del Congo, Africa Centrale Democratica, Sudan, Nigeria, Haiti, Afghanistan, Guinea Bissau.

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L’Italia è trentesima nella classifica generale (Norvegia, Nuova Zelanda e Svezia occupano il podio). Purtroppo, rispetto agli ultimi anni il nostro Paese è sempre più a rischio. Lo dimostrano, ad esempio, le alluvioni e gli altri eventi catastrofici che hanno devastato intere aree italiane, evidenziando come la strada da fare sia ancora tantissima.

Lo scopo dell’indice è quello di aiutare le imprese private e le Pubbliche Amministrazioni a rendere prioritari gli investimenti necessari per rispondere efficacemente a queste sfide globali. Se i destinatari continueranno a restare sordi, mentre il gap tra ricchi e poveri continuerà ad allargarsi (il danno), questi ultimi saranno anche le prime vittime dell’indifferenza dei primi verso l’ambiente (la beffa).


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