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Il buco nell’acqua della Carta di Milano

Oltre un miliardo e mezzo di abitanti della Terra che non hanno accesso all’acqua potabile. Senza politiche adeguate, però, la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi anni, arrivando a colpire tre miliardi di persone. Anche e sopratutto a loro, generazioni presenti e future, deve rivolgersi Expo 2015, se vuole davvero nutrire (e dissetare) il pianeta.

Il Consiglio Nazionale dei Geologi ha lanciato un allarme su questo tema: la Carta di Milano presenta una clamorosa assenza relativa proprio all’acqua, bene primario per tutta l’umanità. Il presidente Gian Vito Graziano ha affermato che gli Stati devono stabilire protocolli a difesa della libertà all’accesso, auspicando che anche di questo si parli all’esposizione universale, perché “per affrontare seriamente le diseguaglianze alimentari occorre prendere atto che l’accesso all’acqua è da troppo tempo un’emergenza mondiale”.

Un campanello da non sottovalutare. Secondo il World Water Development Report delle Nazioni Unite, infatti, la situazione nel 2030 si farà drammatica, con un ulteriore riduzione del 40% delle riserve mondiali (complice il cambiamento climatico). Senza azioni concrete, il buco nell’acqua della Carta di Milano rischia di farsi sempre più largo.

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